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PROGETTI

La Fondazione per la lotta contro l’infarto opera sul territorio della Provincia di Pesaro e Urbino con 3 Progetti di rilevante importanza per la salute dei cittadini. Tutti i Progetti sono organizzati, seguiti e diretti dalla Direzione organizzativa e amministrativa della Fondazione, in collaborazione con il Presidente, e volontari.

1-La Prevenzione Primaria

(effettuata presso al Centro di Prevenzione Malattie Cardiovascolari di Pesaro)

Le malattie cardiovascolari (MCV) sono considerate una delle principali cause di morte, malattia e disabilità; si manifestano in età media e avanzata dopo una lunga esposizione a stili di vita non salutari e con un impatto notevolissimo sulla qualità di vita. Risulta pertanto fondamentale la promozione di stili di vita salutari e l’identificazione degli individui a rischio elevato prima del verificarsi di un evento cardiovascolare (prevenzione primaria).

La Fondazione per la Lotta contro l’Infarto, che opera da anni nella città e Provincia di Pesaro e Urbino per definire il rischio cardiovascolare globale dei cittadini che vogliono vivere in salute, monitorizza nel suo archivio informatico sia la diffusione della prevenzione cardiovascolare nella cittadinanza intesa come comunità, che l’impegno del singolo cittadino nella realizzazione del proprio programma di prevenzione, ottenendo così sia il trend di comunità che l’andamento dei diversi parametri riferiti al singolo cittadino.

Il Progetto di prevenzione primaria si riferisce alla attività svolta dalla Fondazione per far evitare la malattia aterosclerotica al cittadino, riducendo così infarto al cuore, ictus, e patologie degenerative cerebrali.

Il numero di cittadini della Provincia di Pesaro che hanno beneficiato della definizione del profilo di rischio cardiovascolare è quantificabile in 42.000 (dal 1997 ad oggi) con 2 ambulatori/settimana dove il paziente potrà rivolgersi gratuitamente, per definire il proprio profilo di rischio cardiovascolare, evidenziando le caratteristiche del suo stile di vita (pressione arteriosa, peso corporeo, alcool, fumo), il controllo bioumorale mediante il dosaggio di Colesterolo totale, HDL Colesterolo, LDL Colesterolo, Trigliceridi, Glicemia, Test della Fibrillazione atriale silente e colloquio conclusivo con il Medico che informa il cittadino sulla sua condizione di rischio con eventuale indicazione di come uscirne.

I dati rilevati sono inseriti su PC per lo studio statistico della persona, che partecipa anche allo studio dello stato di salute della comunità.

Al cittadino, viene rilasciata una scheda riepilogativa contenente i dati  rilevati relativi ai principali fattori di rischio, da fare visionare al proprio medico di famiglia.

Nel Febbraio 2017, la Fondazione, ha collaborato con Asur Aria Vasta 1, organizza un progetto di promozione primaria della salute, attraverso conferenze a tema:

  • si muove la Città
  • meno sale meno pressione

L’informativa e i risultati saranno pubblicati su materiale informativo e formativo sul giornale “ Difendi il tuo Cuore” ed è rivolto ai cittadini della Provincia, per la formazione dei familiari, operatori sociali, domiciliari e badanti di persone con rischio cardiovascolare.

Le conferenze sui vari temi, sono tenute da figure professionali di un cardiologo (danni prodotti dal fumo e dell’alcool) , un dietista (la sana alimentazione) una psicologa (aspetto psicologico e motivazionale) e un fisiologo clinico (impariamo a muoverci).

Al progetto hanno collaborato l’Associazione Fano Cuore Onlue e Assodiabetici di Pesaro.

Le conferenze sono state aperte anche al pubblico.

La Fibrillazione Atriale Silente

Per evitare ictus embolico e scompenso cardiaco

Parte integrante della prevenzione primaria, è il nuovo impegno della Fondazione lotta infarto (attivo dal mese di Febbraio 2015) per lo screening di rilevazione della “Fibrillazione atriale silente” per evitare ictus embolico e scompenso cardiaco.

Lo screening è stato effettuato nel 2015 a circa 400 pazienti, nel 2016 a circa 300 persone e nel 2017 a 350 persone.

Non sempre la fibrillazione atriale, nota come la forma più diffusa di aritmia cardiaca,

avvertita dal paziente; tale alterazione del ritmo cardiaco però, anche se ”silente”(non avvertita cioè dal paziente) costituisce un elevato rischio di tromboembolia in quanto il rallentamento del sangue in atrio favorisce la formazione di coaguli (trombi) che dal cuore possono essere portati, attraverso le arterie, a tutti gli organi del corpo con conseguenze molto gravi quando questi coaguli raggiungono soprattutto il cervello (determinando micro infarti cerebrali silenti o ictus da subito severo) oppure il cuore (con infarto miocardico e progressivo deterioramento del muscolo cardiaco che può portare fino allo scompenso),i reni (con insufficienza renale), gli arti o le arterie intestinali (infarti intestinali).

Tali eventi possono essere immediatamente gravi quando il trombo occlude un vaso importante, oppure possono non essere subito avvertiti dal paziente quando si ha l’occlusione di una piccola arteria terminale (meta-arteriola o capillare )con un danno clinico inizialmente ridotto ma destinato a diventare significativo per la vita del paziente quando tali fenomeni microembolici si ripetono, riducendo di conseguenza il flusso di sangue ad un determinato organo del nostro corpo.

E’ noto dalla letteratura scientifica che l’ictus cerebrale costituisce la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari degenerative e le neoplasie, rappresentando la principale causa di invalidità (si verificano in Italia 200.000 nuovi casi/anno con 50.000 grandi invalidi); è documentato inoltre che la frequenza dell’ictus cardioembolico, correlato con la fibrillazione atriale nel 90% dei casi, è circa del 5-6%/anno della popolazione  e tende ad aumentare con l’età (fino al 36% negli ultra ottantenni).

La Fondazione per la Lotta contro l’Infarto pertanto, nella previsione, dettata anche dalla ricerca scientifica, di un incremento esponenziale di persone affette da fibrillazione atriale  (previsto un numero triplicato di persone con fibrillazione atriale nel 2050), aritmia senz’altro favorita da una serie di condizioni che vengono in parte definite “fattori di rischio cardiovascolare” (quali ipertensione arteriosa/età superiore ai 65 anni/sovrappeso corporeo e obesità/diabete mellito/iperdislipeidemia/abuso di alcool/ disfunzione atriale e ventricolare /ipertiroidismo/ patologie polmonari), ha ritenuto necessario inserire nella valutazione del “rischio cardiovascolare”anche lo screening  per la rilevazione della “fibrillazione atriale silente” (la fibrillazione cioè non nota al paziente).

E’ noto che la fibrillazione atriale manifesta e sintomatica viene abitualmente documentata e trattata efficacemente ed in tempi rapidi in ambiente ospedaliero.

La realizzazione pratica di tale screening, che avviene in occasione dell’abituale definizione del profilo di rischio cardiovascolare praticato presso gli Ambulatori della Fondazione, si svolge con la registrazione del ritmo cardiaco mediante un (manubrio) su cui vengono appoggiate le mani che provvederà a trasmettere il tracciato elettrocardiografico al computer della Fondazione  dove il Medico effettuerà la lettura e l’interpretazione del tracciato.

Questa sequenza di operazioni, che avverrà in un tempo di 4-5 minuti, permetterà di documentare la presenza di un regolare ritmo cardiaco oppure la presenza di fibrillazione atriale: quest’ultima, comunicata al Medico curante con il tracciato elettrocardiografico, sarà meritevole di un pronto programma terapeutico al fine di far evitare alla persona il rischio di tromboembolia al cervello/cuore/reni o altro distretto arterioso.

2-Ambulatori tenda nelle piazze – PESARO, BELLOCCHI, FANO

Questa in collaborazione con Fano Cuore Onlus, dove dal 2009 al 2017 sono stati effettuati gratuitamente oltre 3900 controlli quali: colesterolo totale, misurazione della pressione arteriosa, indice e valutazione dell’indice di massa corporea oltre ai colloqui finali medico/paziente, con indicazioni di come uscire da un eventuale area di rischio riscontrata.

Ogni anno, per la giornata mondiale della prevenzione cardiovascolare, si presenziano le piazze con stand per informazioni e appuntamenti di controlli gratuiti presso il Centro di Prevenzione della Fondazione lotta infarto di Pesaro.

Al progetto collaborano 10 medici volontari,  8 infermieri volontari, 6 volontari di supporto

3-Progetto Cuore e Scuola

dal 2004 al 2017  in 14 anni di attività del progetto scolastico, sono stati controllati 11.500 alunni/e con interventi diretti nelle scuole e analisi per la definizione del colesterolo, dell’Indice Di Massa Corporea (BMI) e misurazione pressione arteriosa.

La Fondazione  per la Lotta contro l’infarto  Onlus Pesaro ha implementato un progetto di prevenzione primaria a favore degli studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni che frequentano gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della città di Pesaro e Provincia. Il Progetto, iniziato nel 2004, è diretto ai giovani studenti di età compresa tra i 14 e 19 anni, ed è concordato con Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale, e i Dirigenti Scolastici delle Scuole Medie Superiori della Provincia di Pesaro e Urbino. Trattasi di un progetto innovativo a carattere nazionale, che prevede il controllo del colesterolo direttamente a scuola, attraverso il prelievo di sangue capillare dal dito. Il progetto porta a conoscenza di ogni studente la propria area di rischio cardiovascolare legata allo stile di vita, e come attivare comportanti responsabili per ridurre il rischio cardiovascolare tramite una corretta alimentazione ed una adeguata attività fisica. E’ stata inoltre misurata la pressione arteriosa e definito il peso ideale di ognuno, valutando l’indice di massa corporea.

Per quanto riguarda le analisi ai minorenni sono stato testati solo gli studenti ai quali i genitori hanno concesso il consenso scritto.

Il progetto di prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari si è rivelato molto utile proprio perché rivolto agli studenti di età adolescenziale, momento in cui è ancora possibile agire sui fattori di rischio ambientali e sull’adozione di corretti stili di vita.

E’ stata riconosciuta una ampia adesione sia da parte delle famiglie che dai dirigenti scolastici, che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, consapevoli dell’importanza della diffusione di una cultura di tipo preventivo delle malattie cardiovascolari dei nostri ragazzi.Il progetto “Cuore e Scuola”, promosso dalla Fondazione per la lotta contro l’infarto già nel 2003,  ha dimostrato negli anni una grande rilevanza sociale e medica.

Esso si pone  come obiettivi:

  1. far conoscere ai ragazzi i fattori di rischio cardiovascolari e le malattie che ne derivano;
  2. istruirli sulla prevenzione di tali fattori e per un corretto stile di vita; attraverso la valutazione  del loro livello di rischio tramite la rilevazione di parametri oggettivi quali la colesterolemia, il peso corporeo, la pressione arteriosa, l’abitudine al fumo,  l’assunzione di alcol, l’attività fisica e sportiva costante.

Il progetto si articola nell’arco di una giornata, suddivisa in due momenti:

  • Con proiezione di un filmato sul funzionamento dell’apparato cardio-vascolare, sul fenomeno dell’aterosclerosi e sulle patologie cardiovascolari correlate, spiegando l’importanza dei fattori di rischio, ambientali e genetici. Nel dettaglio erano analizzati i fattori modificabili, fornendo ai ragazzi indicazioni sui comportamenti più idonei da adottare per prevenirli.
  • Con valutazione dell’area di rischio di ciascun ragazzo attraverso la compilazione di una scheda apposita personalizzata dove venivano inseriti, previo consenso scritto di un genitore, i seguenti dati:
  1. – pressione arteriosa;
  2. – indice di massa corporea (BMI);
  3. – abitudine al fumo (anche solo una sigaretta al giorno);
  4. – assunzione di alcol;
  5. – pratica di un’attività fisica regolare (almeno 3 volte alla settimana per 30 min),
  6. – colesterolemia,  misurata tramite prelievo di una goccia di sangue dal dito.

Al termine il ragazzo ha effettuato un breve colloquio con il medico che definiva se lo studente si trovava in un’area di normalità o di rischio; in quest’ultimo caso compito del medico è stato quello di spiegare quali accorgimenti il ragazzo doveva adottare per ridurre i propri fattori di rischio.

Un’ulteriore fase del progetto prevedeva poi la raccolta dei dati in un database comune per elaborare  una valutazione statistica ed epidemiologica sull’area di Pesaro-Urbino

Al progetto hanno aderito, su base volontaria, 10 Istituti Scolastici della Provincia di Pesaro e Urbino, presso i quali si sono svolti 17 incontri; in alcuni istituti si sono tenuti più incontri, suddivisi in diverse giornate da gennaio a maggio, per il numero elevato di ragazzi coinvolti nel progetto. Il numero totale di studenti presenti alla conferenza informativa è risultato 969, dei quali 588 ragazzi (312 femmine e 276 maschi) si sono sottoposti alla valutazione dei fattori di rischio (10 di questi studenti hanno tuttavia rifiutato il prelievo di sangue); per i minorenni è stato necessario compilare un consenso scritto da parte di un genitore.

Sede e soggetti coinvolti nei progetti

La sede dei controlli di prevenzione è il Centro di Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari della Fondazione per la Lotta Contro l’Infarto di Pesaro situato in Pesaro Via Petrarca 18/a.

Il Centro di Prevenzione è fornito di supporto tecnico per l’esame dell’assetto lipidico, glicemia e per le valutazioni pressorie e antropometriche.

Utilizza 1 Direttore Amministrativo, n° 1 segretaria, n° 2 Medici borsisti dedicati alla prevenzione con specifica esperienza nel settore del counseling e della educazione sanitaria, 1 Psicoterapeuta per la prevenzione secondaria, 9 infermieri/e volontarie e 10 persone volontarie di supporto.

E’ dotato di collegamento informatico protetto con la segreterie della Cardiologia Ospedaliera, per la trasmissione dei dati.

A livello ospedaliero in Cardiologia esiste personale dedicato nella figura di 1 supporto  con contratto a progetto della Fondazione, dedicato alla raccolta ed elaborazione dati, ai contatti con i pazienti coinvolti dal momento dell’arrivo in Ospedale (esecuzione di procedure interventive) alla dimissione ospedaliera e lungo tutto il follow up previsto.

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